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Normativa nazionale

L’etichetta elettronica del vino in Italia

L’Italia applica il regolamento (UE) 2021/2117 senza adattamenti: l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale possono vivere dietro un codice QR. Quello che è propriamente italiano sta in tre cose — il codice ICQRF sulla capsula, l’etichettatura ambientale degli imballaggi, e il fatto che quest’ultima non può viaggiare dentro l’e-label.

In sintesi

Chi controlla
L’ICQRF del Masaf, con i Consorzi di tutela per DOP e IGP
Lingua dell’etichetta
Italiano obbligatorio; altre lingue possono aggiungersi
Da quando
8 dicembre 2023 — in pratica la vendemmia 2024 per la gran parte dei vini fermi
Resta stampato
Allergeni, valore energetico, codice ICQRF sulla capsula

La dicitura che deve accompagnare il QR

Il consumatore deve sapere cosa troverà prima di inquadrare il codice. Un QR posato da solo sulla retroetichetta, senza una parola che lo annunci, non rende conforme la bottiglia.

  • Accanto al codice serve una dicitura del tipo « ingredienti » o « ingredienti e valori nutrizionali ».
  • Il codice deve trovarsi nello stesso campo visivo delle menzioni obbligatorie: il lettore non deve girare due volte la bottiglia.
  • Nessuna dimensione minima è imposta dal regolamento, purché l’accesso resti facile e diretto; le raccomandazioni professionali collocano la soglia di comfort intorno agli 11,5 mm di lato.

Cosa non può lasciare la bottiglia

La smaterializzazione si ferma all’elenco degli ingredienti e alla tabella nutrizionale completa. Due informazioni restano stampate, perché devono restare leggibili senza telefono: gli allergeni e il valore energetico.

  • Gli allergeni — per un vino i solfiti, ed eventualmente i derivati del latte e dell’uovo — restano sull’etichetta cartacea.
  • Il valore energetico resta anch’esso stampato; è ammesso il simbolo « E » seguito da kJ e kcal per 100 ml.
  • Restano naturalmente denominazione, titolo alcolometrico, volume nominale, provenienza, imbottigliatore e numero di lotto.
  • L’altezza dei caratteri di queste menzioni deve raggiungere 1,2 mm di corpo x.

Il codice ICQRF sulla capsula

È la specificità italiana più visibile: sulle capsule dei vini e sulle chiusure di sicurezza degli spumanti compare il codice rilasciato dall’ICQRF, che identifica in modo univoco lo stabilimento di imbottigliamento. Non ha nulla a che vedere con l’e-label — ma resta obbligatorio, e nessun codice QR lo sostituisce.

Etichettatura ambientale: un secondo QR, non lo stesso

Dal 1° gennaio 2023 tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia devono riportare le informazioni per la raccolta differenziata (D.lgs. 116/2020). Le linee guida ministeriali ammettono che queste informazioni siano fornite in forma digitale, tramite QR code — soluzione naturale viste le dimensioni di una retroetichetta.

  • Attenzione: l’e-label regolamentare non può ospitarle. La pagina raggiunta dal QR degli ingredienti non deve contenere nient’altro.
  • In pratica servono due codici distinti, o un QR ambientale separato che rinvii alle sole informazioni di smaltimento.
  • Le sanzioni per l’etichettatura ambientale sono quelle dell’art. 261 del D.lgs. 152/2006, e sono nettamente più pesanti di quanto molti si aspettino.

DOP e IGP: un controllo che si somma

Per un vino a denominazione l’etichetta risponde anche al disciplinare e al piano dei controlli del Consorzio di tutela. L’e-label non cambia nulla di questo esame: aggiunge un’informazione regolamentare, non sostituisce nessuna delle menzioni che la denominazione già impone.

L’organismo che controlla

L’ICQRF è il dipartimento del Masaf incaricato della repressione delle frodi e della tutela della qualità agroalimentare: è l’organo che verifica l’etichettatura dei vini, in proprio o nell’ambito di campagne di filiera. Per i vini a denominazione intervengono in più i Consorzi di tutela, sul disciplinare.

ICQRF

Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Masaf)

Vai al sito del Masaf

Cosa fa E-Label per una cantina italiana

La scheda prodotta è quella che il controllo si aspetta: l’elenco degli ingredienti con gli allergeni in grassetto e la loro categoria funzionale, la tabella nutrizionale nell’ordine dell’allegato XV, e nient’altro.

  • Il codice QR arriva pronto per la tipografia, in PNG e in SVG, con l’intestazione « Ingredients & Nutrition » già composta.
  • La scheda esiste in italiano e nelle altre 23 lingue dell’Unione, per i vostri mercati d’esportazione.
  • Nessun cookie, nessun tracciamento, nessun link al vostro sito: la pagina resta conforme all’articolo 119(5).
  • Cambia un valore? Lo correggete online, e il QR già stampato su migliaia di bottiglie resta valido.

Domande frequenti

Posso mettere l’etichettatura ambientale nello stesso QR degli ingredienti?

No. La pagina raggiunta dal QR regolamentare non deve contenere alcuna informazione diversa dall’elenco degli ingredienti e dalla dichiarazione nutrizionale. Le indicazioni per la raccolta differenziata vanno quindi su un supporto distinto: un secondo QR, oppure la stampa in etichetta.

Il QR può portare al sito della mia cantina?

No. L’articolo 119(5) del regolamento (UE) 1308/2013 vieta che la pagina regolamentare contenga informazioni commerciali o di marketing e vieta ogni tracciamento del consumatore. Un QR che porta al sito aziendale — anche a una pagina dedicata — esce dal perimetro. Nulla vieta però di stampare un secondo QR, distinto, per la comunicazione.

Devo ristampare le etichette se cambia un valore nutrizionale?

No, è precisamente il vantaggio dell’e-label. Il codice QR contiene un indirizzo stabile: modificate la scheda online e le bottiglie già etichettate restano conformi. L’unica cosa da non toccare mai è l’indirizzo stesso — E-Label lo blocca per voi.

Questa pagina illustra lo stato del diritto applicabile alla data indicata, a titolo informativo. Non costituisce un parere legale: in caso di dubbio su un caso concreto, rivolgetevi al vostro Consorzio, alla vostra associazione di categoria o all’ICQRF.

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